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日志


11月22日

un'aquila che si credeva un pollo

«Ora», seguitai, «paragona la nostra natura, per quanto concerne l'educazione e la mancanza di educazione, a un caso di questo genere.Pensa a uomini chiusi in una specie di caverna sotterranea, che abbia l'ingresso aperto alla luce per tutta la lunghezza dell'antro; essi vi stanno fin da bambini incatenati alle gambe e al collo, così da restare immobili e guardare solo in avanti, non potendo ruotare il capo per via della catena. Dietro di loro, alta e lontana, brilla la luce di un fuoco, e tra il fuoco e i prigionieri corre una strada in salita, lungo la quale immagina che sia stato costruito un muricciolo, come i paraventi sopra i quali i burattinai, celati al pubblico, mettono in scena i loro spettacoli». «Li vedo», disse. «Immagina allora degli uomini che portano lungo questo muricciolo oggetti d'ogni genere sporgenti dal margine, e statue e altre immagini in pietra e in legno delle più diverse fogge; alcuni portatori, com'è naturale, parlano, altri tacciono». «Che strana visione», esclamò, «e che strani prigionieri!». «Simili a noi», replicai: «innanzitutto credi che tali uomini abbiano visto di se stessi e dei compagni qualcos'altro che le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna di fronte a loro?» «E come potrebbero», rispose, «se sono stati costretti per tutta la vita a tenere il capo immobile?». «Se dunque potessero parlare tra loro, non pensi che prenderebbero per reali le cose che vedono?» «è inevitabile». «E se nel carcere ci fosse anche un'eco proveniente dalla parete opposta? Ogni volta che uno dei passanti si mettesse a parlare, non credi che essi attribuirebbero quelle parole all'ombra che passa?» «Certo, per Zeus!». «Allora», aggiunsi, «per questi uomini la verità non può essere altro che le ombre degli oggetti». «è del tutto inevitabile», disse. «Considera dunque», ripresi, «come potrebbero liberarsi e guarire dalle catene e dall'ignoranza, se capitasse loro naturalmente un caso come questo: qualora un prigioniero venisse liberato e costretto d'un tratto ad alzarsi, volgere il collo, camminare e guardare verso la luce, e nel fare tutto ciò soffrisse e per l'abbaglio fosse incapace di scorgere quelle
cose di cui prima vedeva le ombre, come credi che reagirebbe se uno gli dicesse che prima vedeva vane apparenze, mentre ora vede qualcosa di più vicino alla realtà e di più vero, perché il suo sguardo è rivolto a oggetti più reali, e inoltre, mostrandogli ciascuno degli oggetti che passano, lo costringesse con alcune domande a rispondere che cos'è? Non credi che si troverebbe in difficoltà e riterrebbe le cose viste prima più vere di quelle che gli vengono mostrate adesso?» «E di
molto!», esclamò. «E se fosse costretto a guardare proprio verso la luce, non gli farebbero male gli occhi e non fuggirebbe, voltandosi indietro verso gli oggetti che può vedere e considerandoli realmente più chiari di quelli che gli vengono mostrati?» «è così », rispose. «E se qualcuno», proseguii, «lo trascinasse a forza da lì su per la salita aspra e ripida e non lo lasciasse prima di averlo condotto alla luce del sole, proverebbe dolore e rabbia a essere trascinato, e una volta giunto alla luce, con gli occhi accecati dal bagliore, non potrebbe vedere neppure uno degli oggetti che ora chiamiamo veri?» «No, non potrebbe, almeno tutto a un tratto», rispose. «Se volesse vedere gli oggetti che stanno di sopra avrebbe bisogno di abituarvisi, credo. Innanzitutto discernerebbe con la massima facilità le ombre, poi le immagini degli uomini e degli altri oggetti riflesse nell'acqua, infine le cose reali; in seguito gli sarebbe più facile osservare di notte i corpi celesti e il cielo, alla luce delle stelle e della luna, che di giorno il sole e la luce solare». «Come no? » «Per ultimo, credo, potrebbe contemplare il sole, non la sua immagine riflessa nell'acqua o in una superficie non propria, ma così com'è nella sua realtà e nella sua sede». «Per forza», disse. «In seguito potrebbe dedurre che è il sole a regolare le stagioni e gli anni e a governare tutto quanto è nel mondo visibile, e he in qualche modo esso è causa di tutto ciò che i prigionieri vedevano». «è chiaro», disse, «che dopo quelle esperienze arriverà a queste conclusioni». «E allora? Credi che lui, ricordandosi della sua prima dimora, della sapienza di laggiù e dei vecchi compagni di prigionia, non si riterrebbe fortunato per il mutamento di condizione e non avrebbe compassione di loro?» «Certamente». «E considera anche questo», aggiunsi: «se quell'uomo scendesse di nuovo a sedersi al suo posto, i suoi occhi non sarebbero pieni di oscurità, arrivando all'improvviso dal sole?» «Certamente», rispose. «E se dovesse di nuovo valutare quelle ombre e gareggiare con i compagni rimasti sempre prigionieri prima che i suoi occhi, ancora deboli, si ristabiliscano, e gli occorresse non poco tempo per riacquistare l'abitudine, non farebbe ridere e non si direbbe di lui che torna dalla sua ascesa con gli occhi rovinati e che non vale neanche la pena di provare a salire? E non ucciderebbero chi tentasse di liberarli e di condurli su, se mai potessero averlo tra le mani e ucciderlo?»(3) «E come!», esclamò.
                                                                                                 
                                                                                Platone La Repubblica
 

Penso che molte cose debbano far pensare,

debbano portare a renderci conto che esiste un mondo oltre a noi,

oltre alla nostra piccola caverna...

e' forse piu facile vivere di immagini riflesse ,

nascondendosi nelle ombre dell'ignoranza...

eppure la vita non e' questo, va ben oltre...

c'e un'infinito da scoprire dietro ogni ermo colle....

Di false illusioni n'e' pieno il mondo,

io per esempio ero un aquila che si credeva un pollo...

ma un bel di' mi alzai

in un momento di chiara lucidita capii che era ora di volare

un po' come fece quel famoso gabbiano johnatan....

partii...me ne andai...

spiaccai il mio volo come e' consono alla mia natura,

toccai lidi, mari e montagne,

attraversai folte selve e deserti aridi

sperimentai la gioia e il dolore

durante le fatiche quotidiane....

tornai alla mia terra natia con un bagaglio

di esperienze che narrar non puo chi non lo prova...

eeppure a volte mi sembra di essere destinata

a vagar di gente in gente....

sola quello mai, non penso che mai

curero solo il mio orto....

Dopotutto pero anche cassandra gridava alla caduta di Troia

ma erano tutti troppo occupati per ascoltarla...

Faccio le mie scelte, mi pongo domande e mi do risposte

non SCAPPO , non sono mai scappata

ho il coraggio di cambiare 

di andarmene se necessario...

non tutti dopotutto son aquile,

non tutti dopotutto sono chiamati a grandi cose

o meglio tutti lo sarebbero

ma sono legati da tante, troppe catene

potro sbaglire potro fare tante cazzate

MA QUESTA E' LA MIA VITA

SONO IO CHE PAGO
NON E" MAI SUCCESSO CHE PAGASSERO PER ME.........

 

e qui chiudo

11月20日

e poi...



Mentre qui combattono
Mentre tutti scappano
mentre qui calpestano
la dignità degli uomini
tu dicci come vivere.
Dove sei a
adesso che queste lunghi malattie
han lasciato cicatrici
grandi come quelle tue
dove sei ritorna qui
perché debole non sia
una vittima lasciata sola
al freddo per la via
devi dirci dove sei
perché dirtelo vorrei
che la vita non è facile per noi
 
Here comes the rain again
Falling from the stars
Drenched in my pain again
Becoming who we are

'cause you had a bad day
you're taking one down
you sing a sad song
just to turn it around
 
 
QUANDO TUTTE LE PAROLE
SAI CHE NON TI SERVON PIU
QUANDO SUDI IL TUO CORAGGIO
PER NON STARTENE QUAGGIU
QUANDO TIRI IN MEZZO DIO
O IL DESTINO O CHISSA CHE
CHE NESSUNO TE LO SPIEGA
PERCHE SIA SUCCESSO A TE
QUANDO FARSI UNA RAGIONE
VORRA DIRE VIVERE
TE L'HA DETTO TUTTI QUANTI
CHE PER LORO E' FACILE
 
 
11月13日

ohhhhh

"E le senti le vene piene di cio che sei
e ti attacchi alla vita che hai"
 
Come sempre, tutto insieme, tutto in un botto
vita piatta fino a un settimana fa e poi ecco
di colpo, tutto insieme,
senza respiro, senza treno....
Pochi attimi sanno distruggere
i sentimenti che porti dentro...
e poi un sorriso una parola un abbraccio
fanno passare ogni singolo dolore...
e come tutto e' venuto, arrivato
se ne va piano piano
dolcemente...
I fratelli funzionano, per fortuna che gli
hanno inventatti, ci mettono un po a carburare
ma poi sanno tirar fuori il meglio di loro
proprio quando ne avevi piu bisogno...
Anche gli amici non se la passano male c'e da dire
loro parlano, dicono, fanno caasino, ma quel che piu conta e' che
san anche stare in silenzio...
che poi questi silenzi siano rari
aiuta soltanto....li rende piu speciali...
e poi come al solito tutto succede al momento giusto...
niente errori niente sbagli...
tutto succede e poi di tutto si tirano le fila
Un pomeriggio basta a riaccendere
cio che hai dentro
e poi ti perdi nei tuoi pensieri...
e conosci conosci conosci...
e immagini e speri...e dici
ma che gente valida che c'e in giro accidenti...
mai conosciuti,mai visti
e per fortuna che li hai incontrati...
c'e gente strana ognuno con una storia
ognuno con un passatro dietro di se
di grandi e piccoli sbagli ma alla fine solo noi sappiamo come veramente siamo
nonostante ci siano maschere che ci portiamo dietro
parti di noi emergono nelle situazioni piu disparate
forse e' per quello che a volte ripetiamo "ma questo non sono io"
e invece si sei tu, sei proprio tu
con tutti i tuoi limiti e difetti...
e poi alla fine l'errore ci sta
basta che quest'errore abbia pero un fine.
Uomini in ricerca di se stessi,
in ricerca dei propri desideri, dei propri amori...
in ricerca sempre comunque  e costante...
una corsa,
si corri dai vai avanti..
la felicita' e' l'obbiettivo...
e arrivera prima o poi...
corri dai.
gli errori servono a crescere,
corri dai non lasciarti andare..
a volte sembra che ti cadano le braccia, che il tuo corpo si sfaldi
ma corri anche quando le gambe si rifiutano
anche quando la tua mente non ne vuole piu sapere
a volte anche il pi piccolo dislivello sembra la piu gran sarita
ma tu corri...
corri corri corri e vai
piu veloce del vento
verso l'infinito e oltre...
e mentre corri la tua gara non dimenticarti di guardarti intorno...
io non voglio dimenticarmi
uno sguardo un sorriso una lacrima
un paio d'occhiali simpatici o una felpa sgargiante..
sono tutti profumi di vite
vite diverse ma comunque vite
vite che possono emozionare o lasciare perplessi
e poi sogna sogna e sogna...
io immagino e gia mi perdo nell'immensita dei miei pensieri..
un cuore che batte, batte forte,
una vita che pulsa,
due occhi che cercano instancabilmente..
voglio essere cosi...
e forse gia lo sono